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Anita, Valli di Comacchio. Quei luoghi sono entrati nella mia vita come uno degli incontri più magici che ho vissuto. Erano i primi anni '90, una notte insonne, mi alzo alle 3 e decido di mettermi in macchina e girare per la pianura, mi spingo sempre più in la, verso est sulla San Vitale: Medicina, Lugo, Bagnacavallo. In strada non c'è nessuno, percorro le minuscole stradine che tessono le trame della bassa romagnola. Arrivo a Sant'Alberto e poi c'è un argine, e li la strada finisce. Pare di essere fuori dal mondo: di là c'è il fiume, quello che ora è il Reno ma tempo era un ramo del Po. Li c'è uno degli ultimi traghetti a cavo rimasti a resistere alla modernità, devo aspettare che inizi il servizio. Aspetto in quel limbo di terra e di tempo. Finalmente passo; la prima macchina della giornata, la strada sterrata non fa pensare che ce ne saranno molte altre. Così ho incontrato le valli di Comacchio, allora i fenicotteri erano una favola, una presenza onirica come in un racconto di Tonino Guerra. Ce n'era uno, grigio, un giovane, "forse si è perso e sverna qui" era il commento dei birdwatchers. Invece no, il clima cambia, ogni anno è sempre più caldo, e i fenicotteri sono uno dei tanti segnali, ora popolano le acque salmastre del delta in numero sempre crescente. Comacchio come la Camargue, Comacchio come la Sardegna. Adesso i fenicotteri sono finiti anche nelle immagini pubblicitarie del parco del delta. Come cambiano le cose. Nei primi anni '90, in Italia, giocare a Go non era facile. Pochi giocatori e pochissimi club, Internet era ancora di la da venire. Come cambiano le cose. Il primo torneo del Delta nasce da una idea di Leonardo, Angela e Stefano, il nucleo del club romagnolo IZUGGO che grazie al contatto con l'efficientissimo Veneto Go Club ha dato luogo al torneo "interregionale" nel parco interregionale del Delta del Po. Il parco ed il comune di Argenta hanno messo a disposizione sale, ristorante ed ostello nei locali appena restaurati di Anita, una frazione di 400 abitanti. Uno dei posti più remoti ed affascinanti della grande e "moderna" pianura padana, un avamposto di pionieri dell'agricoltura nelle ultime bonifiche che hanno intaccato le grandi Valli di un tempo. Anita, con la sua piazza centrale su cui affaccia la chiesa, l'ex-scuola elementare e l'ex casa del fascio in architettura razionale, oltre ad una serie di casette che comprendono l'ufficio postale aperto un giorno su due. Appena al di la della piazza: la bassa, territorio strappato alle paludi che si estende a perdita d'occhio e confina solo col mare. Al primo torneo del delta nel maggio 2009 c'erano una sessantina di partecipanti giocatori oltre ad una ventina di accompagnatori, penso che sia stato il secondo torneo dell'anno dopo Milano come numero di partecipanti, è curioso oltretutto che uno dei giocatori nella top bar sia proprio originario di Anita. Grazie, alla disponibilità di Monica del Museo delle Valli di Argenta e alla sua collaboratrice Monia che ha supportato il torneo sul campo trovando a tutti un letto. Più del torneo forse gli abitanti di Anita si ricorderanno di un uomo sottile che danzava al rallentatore in un prato nella luce delle 7 del mattino. Luther Blisset
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